Prima visita nutrizionale

in cosa consiste, cosa cambia dalla consulenza gratuita o dalle visite di controllo, quanto costa?

Se in una prima fase di consulenza telefonica ci si dice solo lo stretto necessario, in prima visita è praticamente l’opposto. La prima visita nutrizionale ha una durata di circa un’ora, che può protrarsi in base alla storia clinica pregressa della paziente (nonché di quella attuale): questa è prima grande differenza rispetto alle visite di controllo o alla consulenza introduttiva, la durata. Ovviamente, rispetto alla consulenza telefonica, la prima visita si svolge in studio, di persona. Tuttavia, è ancora disponibile il servizio online, di cui parleremo successivamente, che ci ha aiutato a lavorare durante la pandemia e nei periodi di lockdown. Ma andiamo per gradi:

PASSO 1: lo scambio della fiducia reciproca

I primi dieci minuti della prima visita sono dedicati alla lettura, compilazione e firma dell’ informativa sulla privacy e della lettera d’incaricoL’informativa sulla privacy o GDPR è importante perché ti informa sui miei dati (sede legale, partita IVA, numero di iscrizione all’Ordine dei Biologi, iscrizione all’ENPAB, polizza assicurativa professionale e così via), sulla conservazione dei dati, chi e come è autorizzato a riceverli e così via. È una forma di trasparenza del professionista, di serietà, di conformità in materia legale e fiscale. Credo nell’ onestà, su tutti i fronti, da quella intellettuale a quella legale. Chiunque si affida ad un professionista, affida a lui i propri dati sensibili e non solo; talvolta, si apre completamente, perciò è necessario che ci sia di base reciproca fiducia. E questo è il primo passo. La lettera d’incarico è piuttosto un “ricambiare” la fiducia, dichiarando di volersi affidare a quel professionista e di trattarlo con altrettanta trasparenza ed onestà.

PASSO 2: anagrafica

I dati anagrafici (nome, cognome, data e luogo di nascita, indirizzo di residenza e codice fiscale) sono necessari per l’emissione della fattura. Le fatture che emetto sono prestazioni sanitarie, per cui sono detraibili nel modello 730, e figureranno nel Sistema Tessera Sanitaria, salvo opposizione dichiarata nell’informativa sulla privacy.

PASSO 3: anamnesi familiare patologica

Quali patologie sono ricorse in famiglia (paterna e materna)? Questo ci permette di poter individuare, seppur in minima parte, quali sono le maggiori predisposizioni genetiche per eventuali malattie. Ad esempio, è ormai chiaro che le patologie autoimmuni abbiano una forte componente genetica.

PASSO 4: anamnesi patologica pregressa, fisiologica e nutrizionale

Qui viene il bello. Questo passo è quello centrale, il core, la parte più importante, più lunga, più appassionante (a mio avviso) dell’intera visita. È qui che la paziente (o il paziente), se ne ha voglia, racconta tutta la propria storia, dando involontariamente importanti indizi al professionista sul proprio stile di vita e sulle proprie abitudini (la cosiddetta “dieta”).

Le prime domande, semplici ma mai banali, sono: “qual è il tuo obiettivo? Cosa ti spinge a voler cambiare una tua abitudine o un tuo stile alimentare? Hai già in mente un’immagine di te nel futuro prossimo a questo percorso nutrizionale?”. Le domande che seguono riguardano la persona a 360°: che professione svolge, qual’è il suo stato d’animo generalmente, se segue sedute di psicoterapia, se svolge attività fisica, se è un soggetto allergico e se assume farmaci, integratori alimentari.

Solitamente, chi sceglie di fare una prima visita nutrizionale con me sente la necessità di ritrovare la salute e migliorare la qualità della sua vita; talvolta, si sono fatte in passato milioni di analisi senza riscontro alcuno e piano piano la speranza di sentirsi meglio diventa debole. La mia missione è quella di migliorare la qualità della vita di quelle persone che soffrono di disturbi gastrointestinali funzionali, come la sindrome dell’intestino irritabile, o patologie annesse. Dopodichè svolgo un’attenta anamnesi cercando di sviscerare tutti quei punti che mi danno informazioni sulla salute di tutti gli organi della paziente: “Il sonno è corretto? L’alvo è regolare? In che zona anatomica dell’addome appare il gonfiore? La sensazione di gonfiore interna produce anche una visibile distensione dell’addome? In quale momento della giornata? È presente dolore addominale?

Anche le domande più assurde, in sede di prima visita assumono un proprio ruolo, come chiedere alla paziente se si sente felice, o se ha voglia di mangiare dolci, o se si sente più stanca al mattino o al pomeriggio. In questa fase chiedo di visionare le ultime analisi del sangue che, precedentemente devono essere state sottoposte al parere del proprio medico di base o specialista che ha già il paziente in cura, in caso di patologia diagnosticata.

L’ultima parte di questo passo è l’indagine alimentare: a che ora si svolgono i pasti principali e gli spuntini, quali sono gli alimenti scelti d’abitudine, quali quelli esclusi, perché potenzialmente “responsabili” di un’eventuale sintomatologia o rispetto al gusto personale. E, ancora, chi cucina i pasti, dove vengono consumati, si mangia di fretta, si mangia a lavoro… TUTTO.

PASSO 5: le misure

Per apprezzare i miglioramenti o comunque per avere l’andamento del percorso nutrizionale nel tempo, si prendono le misure, dal punto di partenza ai controlli successivi. Solitamente si comincia prendendo l’ altezza e il peso, meglio se al mattino a digiuno, o in un range di orario che sia lo stesso anche per le visite successive, senza vestiario (in intimo) e scarpe. Poi si prendono le circonferenze corporee, di cui le più importanti sono la circonferenza vita, addome e fianchi, anche i loro rapporti ci dicono molto sullo stato di salute della paziente. Infine, faccio una foto del profilo del paziente che mi permette di avere l’analisi della composizione corporea del soggetto (massa magra, grassa, acqua corporea). Il metodo che utilizzo è la pletismografia tramite strumentazione Bodimage, la quale mi ha permesso di lavorare anche a distanza nel periodo della pandemia, con valori che si avvicinano molto a quelli della bioimpedenziometria o della DEXA.

PASSO 6: info finali

Al termine della visita ci diamo appuntamento per la prossima visita di controllo, che avverrà circa dopo un mese. Il tempo di elaborazione del piano nutrizionale può variare da caso a caso, quindi, in generale dico di aspettare il piano nutrizionale, che verrà inviato tramite email, in un arco di tempo di 5 giorni lavorativi. Per email viene anche allegato il report della composizione corporea e altre informazioni utili nella comprensione del piano nutrizionale. In ogni caso, rimango sempre a disposizione per eventuali chiarimenti (ed ho anche notato che i più curiosi, i più attenti, chi fa più domande sul piano nutrizionale, chi la prende come una sfida ma allo stesso tempo con leggerezza, ha i risultati migliori.. quindi non siate timide).

Quanto costa la prima visita nutrizionale?

Considerando gli anni di studio (e il relativo investimento), la formazione continua tramite crediti ECM (Educazione Continua in Medicina) – che non costa poco – , l’assicurazione professionale, la tassazione, il commercialista, l’ENPAB, l’ONB, l’affitto dello studio, ma soprattutto il tempo che il professionista impiega nella sua attività intellettuale a casa.. Nel rispetto del nostro Codice Deontologico, che ci vieta di chiedere un prezzo che sia inferiore a quello dei nostri colleghi. Ecco, non ho intenzione di essere supponente, bensì di portare uno spunto di riflessione sul perché un professionista viene pagato apparentemente “tanto”. Richiedi maggiori informazioni cliccando qui.

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Visita Online: cosa cambia rispetto alle visite in studio?

La differenza sostanziale della visita online è il mezzo attraverso il quale si svolge la visita: Skype o Whatsapp. Ho notato che, nonostante non ci sia il “calore” dell’incontro diretto, le visite nutrizionali possono tranquillamente essere svolte online, ottimo mezzo per distruggere le barriere imposte dai lockdown in pandemia. La seconda differenza sostanziale deriva dal fatto che il nutrizionista non può prendere personalmente le misure corporee: la paziente dovrà farlo da sola.

Ma diciamoci la verità: nessuno è nato imparato, nemmeno noi nutrizionisti. A prendere le misure ce lo hanno insegnato. E siccome non dobbiamo essere precisi al millimetro, perché non dobbiamo partecipare ad uno studio scientifico… why not.

Ho preparato un documento che spiega alla paziente esattamente come si prendono le misure corporee. Basterà seguire le istruzioni per diventare esperte in antropometria 😉 Questo documento, insieme a quello della privacy e la lettera d’incarico, viene inviato tramite email, con tutte le informazioni relative alla visita online e al pagamento, che necessariamente sarà il bonifico (quindi un pagamento tracciato, che potrà ugualmente essere detratto dalle tasse). Prima della visita tutti i documenti dovranno essere firmati e reinviati tramite la stessa email.

Con la speranza di avervi tolto quasi qualsiasi dubbio su come svolgo una prima visita nutrizionale, vi auguro un buon stile di vita (dieta)!
— Chiara Gentili Biologo Nutrizionista