La stipsi (o costipazione) cronica

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Con una prevalenza mondiale del 15%, la stipsi cronica è una delle più frequenti diagnosi gastrointestinali dei gastroenterologi, e una delle cause più comuni che ci spinge ad andare dal medico.

 

È da comprendere innanzitutto che ognuno ha la sua regolarità.. finché questa non è patologica.

 

Ad esempio, per qualcuno può essere normale andare anche due o tre volte al giorno in bagno, altri possono essere regolari andandoci anche una volta ogni due giorni!

 

MA: se io sento dolore, gonfiore, sto male.. ecco non ci siamo. Abbiamo bisogno di risolvere questa cosa e – mi permetto di dire – il prima possibile!

 

Non è che poi prendo lassativi (peggio mi sento se sono quelli alle erbe) per 50 anni e sperare a 60-70 anni di risolvere la situazione.. NO!!! Non funziona così. Bisogna agire prima, fin da piccoli!

 

Quindi mamme: voi che vedete una difficoltà dei vostri cuccioli ad evacuare, prendete subito in mano la situazione, soprattutto se i vostri piccoli hanno anche tendenza al sovrappeso e obesità.

 

Ma sto divagando..

Che cos'è - in "scientifichese" - LA STIPSI?

Secondo i Criteri di Roma IV (sì, dai, quelli che cito sempre.. in parole povere sono quei criteri che vengono utilizzati dai gastroenterologi e medici della comunità scientifica per fare le diagnosi a livello gastrointestinale),

 

LA STIPSI (O COSTIPAZIONE) FUNZIONALE è PRESENTE SE la sintomatologia si ha da più di sei mesi, con due o più dei seguenti sintomi:

  • SFORZO
  • FECI DURE O GRUMOSE
  • SENSAZIONE DI EVACUAZIONE INCOMPLETA
  • SENSAZIONE DI OSTRUZIONE/BLOCCO ANORETTALE
  • MANOVRE MANUALI PER FACILITARE LA DEFECAZIONE
  • MENO DI TRE EVACUAZIONI A SETTIMANA
  • FECI LENTE NON PRESENTI
  • ASSENZA DI REQUISITI PER LA SINDROME DELL’INTESTINO IRRITABILE (ricorrente DOLORE addominale, associato a cambiamenti nella frequenza delle evacuazioni e nella forma delle feci)
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“Ok, ricapitolando, soffro di stipsi quando vado in bagno meno di tre volte a settimana, mi sforzo, le feci sono caprine o dure?” Sì, più facile di come sembra.

Come sarebbero le feci caprine o dure?” 

 

Ti lascio qui la Scala di Bristol (anche questa viene usata tantissimo ed è molto facile ed intuitiva). Praticamente se si ha stipsi (o costipazione) cronica, le feci sono sempre del tipo 1 o 2:

Ma come funziona la stipsi?! - LE CAUSE

COSA Può CAUSARE LA STIPSI?


  1. – UNA REGOLAZIONE MOTORIA ALTERATA
  2. – LA DIETA SQUILIBRATA (soprattutto se povera di fibre)
  3. – LA DISIDRATAZIONE
  4. – SCARSA ATTIVITÀ FISICA
  5. – UN MICROBIOTA ALTERATO (correlato ad alterazioni dell’umore)
  6. – DISFUNZIONI DEL PAVIMENTO PELVICO ed PROBLEMATICHE INFIAMMATORIE ARTICOLARI, DOLORE ALLA SCHIENA
  7. – COINVOLGIMENTO PSICOLOGICO
  8. – ALTRE CONDIZIONI MEDICHE SOTTOSTANTI 

1. REGOLAZIONE MOTORIA ALTERATA. 


Praticamente tutto l’apparato digerente è costituito da vari strati di muscolo liscio. Questo tipo di muscolo NON è sotto il mio controllo (lavora da solo, in automatico): cioè non è che io decido di digerire, fa tutto lui! Pensa che figo! 


Cioè non è che io controllo i movimenti del mio stomaco, o quelli dell’intestino o quelli dello sfintere anale per capirci. Sì, posso controllare un braccio, un movimento volontario che parte dalla mia “volontà”, posso controllare che la mia masticazione sia perfetta e che sminuzzi bene tutti gli alimenti prima di deglutire (…lo faccio vero?), ma non posso controllare alcuni muscoli autonomi, come quelli del cuore e dell’intestino. Ti dico questo anche perché una masticazione insufficiente è la prima causa di una cattiva digestione.


Questi muscoli fanno in modo che tutto ciò che viene mangiato venga rimescolato bene  e che, quello che non serve, arrivi dritto dritto nel retto e poi espulso con l’evacuazione.


Quindi, in condizioni di normalità e un alvo regolare, questa regolazione motoria avviene perfettamente.

In caso di stipsi questo può essere alterato.
Potrebbe, infatti, succedere che questi muscoli non si contraggano come dovrebbero, siano troppo deboli o troppo dilazionate e, per questo motivo, rallentino il transito.

2. DIETA SQUILIBRATA (povera di fibre). 

 

Questa è una fra le cause più comuni per quanto riguarda la stitichezza, ma diciamoci la verità: la più facile da risolvere.

 

Basta mangiare più legumi, frutta, verdura, frutta secca, cerali integrali.. insomma, basta mangiare da “linee guida”.


Infatti, le fibre non vengono digerite perché non possediamo gli enzimi in grado di farlo (ma i batteri presenti nel nostro intestino sì), rendono le feci più morbide e più facili da espellere, trattenendo tanta acqua al loro interno e permettendo la crescita di un microbiota in salute. Due tipi di fibre principali si possono distinguere: fibre insolubili, quelle “più dure”, che costituiscono la buccia dei legumi, frutta secca, frutta fresca o la crusca dei cereali; e quelle solubili, che sono più “gelatinose”, trattengono moltissima acqua, conferiscono massa alle feci e le rendono più morbide.

 

Si consiglia di apportare almeno 25-30g di fibre al giorno!

Come si fa? Mangiano almeno 2-3 porzioni di verdura (200g per la cotta e 80-100g per la cruda) al giorno e 2 di frutta (circa 150-200g a porzione).


Vorrei, comunque, puntare l’attenzione su due punti che trovo importantissimi da tenere in considerazione: 

  • Persone con Sindrome dell’Intestino Irritabile, ad alvo Costipativo, potrebbero avere difficoltà nel reintrodurre questi alimenti perché gonfiano e si sentono male. Questi cibi (legumi, frutta, verdura, frutta secca, cerali integrali) per loro natura gonfiano, visto che contengono fibre (che sono fermentate da alcuni batteri presenti nel nostro intestino) e purtroppo vanno a peggiorare la sintomatologia di queste persone, ANCHE SE SONO VITALI PER NOI E PER LA SALUTE DEL NOSTRO INTESTINO. Ma non disperare: ci sono professionisti come me che utilizzano dei percorsi ben studiati per portarti a rimangiare tutto alla fine del percorso! Sta a te provarci (per bene).
  • La dieta chetogenica può provocare stipsi, se non ben supportata o se protratta per troppo tempo, proprio per una carenza di fibre apportate giornalmente. Per cui, anche in questo caso, bisogna valutare bene il tutto: non sperare di fare una dieta di questo genere se soffri di stipsi!

3. LA DISIDRATAZIONE

 

Altro punto dolente per noi biologi nutrizionisti.

 

Se c’è qualcosa che sicuramente noi diciamo in loop è: “devi bere di più”. E per bere di più non si intende l’alcol, né succhi di frutta, coca-cole varie ed eventuali, bevande gassate e zuccherate in genere. Togliamo tutte ste robe dagli scaffali, please. Per quanto mi riguarda potrebbero scomparire intere sezioni di supermercato. Ma anche qui sto divagando.

 

Una cattiva idratazione porta ad avere feci meno morbide, mi pare ovvio.

 

Ma vorrei anche spezzare una lancia a favore di chi ha problemi intestinali.

Molto spesso mi capita di sentire che: “non ho proprio lo stimolo della sete“. Capita sempre quando qualcuno lamenta problemi intestinali.

 

Perché? Molto probabilmente c’è una cattiva gestione dei liquidi e degli elettroliti (minerali) a livello intestinale: considera che l’intestino, soprattutto la parte finale dell’intestino, è deputato al riassorbimento di acqua, cosa che rende le feci più o meno dure a seconda di questo scambio di liquidi.

 

Ma da cosa deriva questo? Dal non aver bevuto abbastanza in passato, ragion per cui bisogna recuperare e sforzarsi di bere, acquisendo questa buona abitudine per sempre.

 4. SCARSA ATTIVITÀ FISICA

 
Siccome il nostro intestino è ricoperto di muscoli, chi sa dirmi cosa può aiutarlo a stare meglio?

Ma ovvio: l’attività fisica!

Non deve essere per forza un’attività fisica estrema, per far lavorare correttamente l’intestino.

Però sforziamoci almeno di camminare per un’oretta al giorno, i classici 10.000 passi.

5. UN MICROBIOTA ALTERATO


Ormai è noto quanto il microbiota (cioè l’insieme di batteri presenti nel nostro intestino) sia importante per la nostra salute.


Uno studio ha correlato la presenza di determinate famiglie batteriche (Desulfovibionaceae e Cristensenellaceae) con la costipazione, e si stanno studiando altri ceppi per produrre probiotici adeguati al miglioramento del problema.


Tra l’altro, avere un microbiota alterato (si dice “disbiosi” in gergo tecnico) porta anche ad avere alterazioni dell’umore (hai presente il famoso asse intestino-cervello?), e un umore alterato porta ad avere alterazioni dell’alvo o problematiche gastrointestinali! Chiedi pure allo psicoterapeuta se non ci credi.


Mi preme comunque ricordare che la prima arma a nostra difesa per avere un microbiota in salute è proprio la nostra DIETA (che non vuol dire nient’altro che buona regola).

6. DISFUNZIONI DEL PAVIMENTO PELVICO  ed PROBLEMATICHE INFIAMMATORIE ARTICOLARI, DOLORE ALLA SCHIENA

 

Questo è un tema caro ai fisioterapisti e agli osteopati, non sottovalutare il coinvolgimento di altre figure professionali nel trattamento della stipsi.

7. COINVOLGIMENTO PSICOLOGICO

 

C’è una problematica di cui ancora si fa fatica a parlare. Quella psicologica.

I nostri pensieri influiscono su ciò che ci capita, siamo tutti d’accordo?

 

Per esempio, mi capita di sentire di persone che rimandano o ignorano lo stimolo dell’evacuazione, o addirittura ne sono infastiditi, perché non si trovano a casa, non hanno il proprio bagno, hanno difficoltà ad andare in posti che non conoscono, per un motivo sociale oppure per un motivo di lavoro, per mancanza di tempo, o per una vacanza, o per qualsiasi altro stress emotivo.

8.  ALTRE CONDIZIONI MEDICHE SOTTOSTANTI


Ci sono delle condizioni, sia patologiche che non, che possono peggiorare la stipsi:

– gravidanza

– ostruzione intestinale, cancro al colon e diverticolosi

– diabete, infarto, malattia di Parkinson

– ipotiroidismo

– abuso di lassativi

– alcuni farmaci

– vecchiaia


Ora che abbiamo visto insieme che cos’è la stipsi, come si definisce e da cosa è – potenzialmente – causata (visto quante cause possono esserci?! E considera che molto spesso ci sono più cause insieme a causare la stipsi), andiamo a valutare come si diagnostica!


Nel prossimo articolo andrò a spiegare quali sono le scelte alimentari da fare in caso di stipsi e quali sono gli integratori più comuni, come ho fatto in questo post!

Ma come viene DIAGNOSTICATA la stipsi?

 

Sarà sempre il MEDICO (di medicina generale, il gastroenterologo o il proctologo) a valutare:

  • la durata e la gravità della stitichezza (da quanto tempo è sopraggiunta o se c’è “sempre stata”)
  • lo stile di vita del paziente e la sua età
  • la presenza o meno di sangue nelle feci
  • cambiamento nell’alvo (che passa dall’essere regolare allo stitico)

Ad esempio, sarà il medico a valutare se ci sono dei segnali di allarme, che possono arrivare anche a patologia grave (come l’ostruzione del colon causata da un cancro), oppure se è una stipsi derivante da una scarsa o assente presenza di fibre nella dieta o di attività fisica.

 

Se ci sono segnali allarmanti, il medico considererà varie analisi, oltre ad un trattamento terapeutico, tra cui:

– studio del transito del colon-retto

– esami della funzionalità anorettale

– defecografia

– radiografia con mezzo di contrasto

– colonscopia

 

 

Lascio qui sotto un iter descrittivo del trattamento della stipsi, per i più secchioni (referenza scientifica alla fine della foto):

Ora che sei arrivata fin qui con la lettura, non ti resta che conoscermi di persona!


A presto!

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Intolleranza al lattosio

La maggior parte delle persone che incontro in studio, proprio perché mi occupo di problematiche intestinali a 360 gradi, riferiscono una INTOLLERANZA AL LATTOSIO.  

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