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Tutto quello che devi sapere sull’olio MCT

Liquid coconut MCT oil and halved coco-nut on wooden table. Health Benefits of MCT Oil. MCT or medium-chain triglycerides, form of saturated fatty acid.

L’OLIO MCT deriva dall’olio di cocco ed è UN GRASSO SATURO BUONO.

Può sembrare una contraddizione.

Fino ad oggi ci hanno detto che la causa di tutti i mali fosse derivante dai grassi saturi. Non a caso, la dieta mediterranea, patrimonio dell’umanità, è una dieta a basso contenuto di grassi saturi (oltre alla presenza di attività fisica e un corretto stile di vita, ma potrei divagare).

Tra l’altro, le linee guida per la popolazione generale dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), ci dicono di apportare meno del 10% dei grassi saturi nel totale delle kcal del fabbisogno giornaliero.

TUTTO VERO.

Ma bisogna considerare altri aspetti. In primis la qualità dei grassi saturi che si apportano.

L’olio MCT è appunto un grasso saturo buono perché è una molecola piccola, e che non ingombra come gli altri grassi saturi che sono più “grandi” (più lunghi nella catena di carboni, per la precisione), per questo ha una via di metabolizzazione diversa rispetto agli altri grassi saturi “cattivi”. Infatti, non a caso l’olio MCT si presenta liquido a temperatura ambiente, mentre la maggior parte grassi saturi conosciuti si presenta in forma solida: il burro, la margarina, lo strutto, il grasso del prosciutto, e così via.

Gli oli (che invece presentano insaturazioni nella catena, cioè sono grassi monoinsaturi o
polinsaturi) e che sono considerati “sani”, come l’olio d’oliva, l’olio di pesce, i famosi omega-3, sono liquidi a temperatura ambiente.

Oltre ad essere liquido, l’olio MCT è inodore e insapore. Ma a cosa serve?

L’olio MCT è in grado di supportare la perdita di peso, aumentando il senso di sazietà, il consumo di energia e la perdita di massa grassa, producendo chetoni e migliorando l’ecosistema intestinale. Per questi motivi, il mio regalino di Natale 2020 per i miei pazienti, fu proprio una boccetta contenente l’olio mct.



Viene utilizzato per condire insalate, aggiunto a frullati oppure come caffè bulletproof (caffè + olio
MCT o olio di cocco, ampiamente utilizzato nelle diete chetogeniche).

Non viene utilizzato nella cottura perchè ha un basso punto di fumo, a 140°C, portandolo a creare composti tossici, oltre ad essere costoso.

Viene usato nelle diete chetogeniche (per il trattamento del sovrappeso, dell’obesità, delle dislipidemie, ipertensione ecc.) o in quelle diete in cui si vuole andare a modulare il microbiota (patologie autoimmuni, nell’intestino permebile – leaky gut syndrome – o nella sindrome dell’intestino irritabile ecc), per cui lo uso spesso con i miei pazienti.

Infatti, l’ecosistema intestinale microbico può essere migliorato dall’olio MCT, permettendo la crescita di batteri “buoni”, supportando la linea di famiglie batteriche intestinali benefiche… il che aiuta anche a perdere peso.

Ma come aiuta nella metabolizzazione dei grassi? L’olio MCT, con la sua corta catena, fa in modo che venga direttamente assorbito dalle cellule intestinali bypassando la via di assorbimento che trasporta i grassi al fegato (via dei chilomicroni, dove le molecole di grasso vengono stanziate per poi attraversare il sistema linfatico ed arrivare, infine, al fegato).

Essendo dei grassi a catena media, possono essere scissi in acidi grassi a catena corta, come l’acido butirrico, un noto grasso saturo molto salutare per il nostro intestino, dalle proprietà antinfiammatorie dirette nell’intestino. Se stai seguendo una dieta chetogenica, che è molto bassa in carboidrati e alta in grassi, l’olio MCT può aiutarti a restare in chetosi e quindi permettere di bruciare grassi.

L’acido butirrico, infatti, promuove la metabolizzazione dei grassi, l’utilizzo di energia e la perdita di peso, se abbinato sempre ad una dieta corretta: è sempre un olio, è sempre un grasso, quindi per espletare i suoi effetti positivi, non deve essere in eccesso, bensì deve essere apportato in quantità adeguate, dosi sicure si attestano intorno ai 6-10g al giorno, quindi 1-2 cucchiai da tavola.

APPROFONDIMENTO per i secchioni:

L’olio MCT è un tipo di olio composto da acidi grassi saturi a catena media (da qui l’acronimo MCT cioè Medium Chain Triglyceride), cioè acido caprilico a 8 atomi di carbonio e acido caprico a 10 atomi di carbonio, caratteristica che lo differenzia dagli altri grassi saturi, che sono classicamente categorizzati come grassi “cattivi”. L’olio MCT deriva dall’olio di cocco, che invece presenta anche acido caproico a 6 atomi di carbonio e acido laurico a 12 atomi di carbonio, i quali ne conferiscono il caratteristico sapore.

Gli acidi grassi a catena media sono idrolizzati più velocemente e in maniera più completa rispetto ai grassi a catena lunga. Sono più solubili in acqua e possono diffondere nella membrana tranquillamente. Inoltre, mostrano una minore affinità per enzimi anabolici come l’acetiltransferasi e quindi hanno una minima riesterificazione, un processo necessario per la sintesi de novo dei trigliceridi. Una volta assorbiti durante la digestione, la maggior parte degli acidi grassi a media catena e dei trigliceridi a media catena sono trasportati attraverso il sistema portale direttamente al fegato con una mobilizzazione minima di chilomicroni, cosa che avviene per i LCT, che sono quindi impacchettati nei chilomicroni e trasportati principalmente attraverso il sistema linfatico. In conclusione, nel fegato gli acidi grassi a catena media sono metabolizzati prevalentemente per produrre energia; infatti, quest’ultimi sono conosciuti per entrare nelle cellule passivamente prima di passare la membrana mitocondriale, indipendentemente dalla disponibilità del trasportatore di acili transmembranale del mitocondrio CPT-1 (carnitina-palmitoil-tranferasi-1), per dare adito alla beta-ossidazione degli acidi grassi e la catena respiratoria per produrre ATP e indurre termogenesi e ridurre la lipogenesi de novo.

Per queste proprietà, MCT sono stati usati per decadi per superare molte anormalità metaboliche e digestive come l’insufficienza pancreatica, il malassorbimento di grassi, un non corretto trasporto linfatico di chilomicroni, severa iperchilomicronemia e nutrizione parenterale totale. Gli MCT sono anche usati nei latti in formula per i neonati pretermine. L’olio MCT può aumentare la termogenesi e può ridurre l’assunzione di cibo rispetto a trigliceridi a lunga catena, migliorando il profilo ormonale coinvolto nella regolazione della fame-sazietà (aumentano il peptide YY e la leptina). Ma sul fatto che riduca l’appetito ci sono studi contrastanti perchè si è visto, per esempio, che avviene esattamente il contrario nell’anoressia nervosa. Ma anche in questo caso, non credo che sia un caso.




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Intolleranza al lattosio

La maggior parte delle persone che incontro in studio, proprio perché mi occupo di problematiche intestinali a 360 gradi, riferiscono una INTOLLERANZA AL LATTOSIO.  

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